Forza Brecht!

BRECHT MA NON SOLO La recita si situa immediatamente al di fuori di un preciso contesto geografico e storico, come a dire che il teatro Brecht è portavoce di un messaggio universalmente valido, ma anche che esso si innesta su un filone, quello del Volksstück, del dramma popolare, che in area austro-tedesca vanta una lunga e mai rinnegata tradizione. […] In un costante altalenare fra il serio e il faceto, fra toni eruditi e farseschi, fra momenti di euforia e di profonda malinconia, lo spettacolo sfiora in un intrico di evocazioni molti aspetti della produzione teatrale e poetica di Brecht, passando con leggerezza dall’amarezza all’idillio, dalla disillusione a nuovi bagliori di speranza […] Ma benché Brecht sia la colonna ispiratrice portante di questo collage, non mancano le incursioni nel passato e nel presente in un miscuglio, volutamente disorientante che, sottolineando pregi e limiti del teatro epico, arriva ad affrontare temi scottanti come quello degli incidenti sul lavoro, del rapporto fra scienza, politica e morale e, sul piano letterario, si spinge fino alla provocazione di legare in un trittico Shakespeare, Brecht e Caterina Caselli.[…] Un intelligente fuoco d’artificio che, lontano da ogni pesantezza dogmatica e giocando anche su dichiarati effetti da baraccone […] ribadisce soprattutto che il teatro è ri-creazione nel senso più lato e variegato del termine. (Prof.ssa Gabriella Rovagnati -Storia del teatro tedesco Univesità degli Studi di Milano) QUANTO RIDERE CON BRECHT Un clown mitteleuropeo, un pianista balcanico e un'improbabile attrice di cabaret è la miscela esplosiva di “Stasera Brecht”, operina musicale colta e divertente per conoscere le opere del grande scrittore tedesco e le “rivoluzionarie verità” del suo teatro. Una serata scalcinata per diffondere la lezione (teorica e pratica) di Brecht, convinti che teatro e comicità servano per cambiare la società. (Livia Grossi – Corriere della Sera) FLORILEGIO DI CULTURA POP E CLASSICI Lenardon e Marangoni partono da Brecht per raccontare un modo di fare teatro spontaneo, indomito, povero di mezzi ma non di idee e valori, sospeso beatamente tra etilica cialtronaggine e poesia. […] In un meltin-pot linguistico e stilistico si passa dal tedesco al dialetto, dal pulp alla commedia, dall'inglese al francese, dal romantico al buffonesco, dalle marionette al teatro canzone, dal patetico al sublime. L'approccio è rude, audace, attento innanzitutto a non castrarsi mai nella ricerca di un effetto, di un gesto, di un contatto con il pubblico […] Le dinamiche tra i tre personaggi in scena […] sono l'occasione per far suonare tutte le corde degli attori: quelle comiche, certo, ma anche quelle più cupe, sciagurate e patetiche. Il trio di personaggi grotteschi e drammatici anima un carrozzone degno del Parnassus di Terry Gillian. […] La missione teatrale dei due autori-registi è suscitare stupore, meraviglia ed emozione. Non solo risate, attenzione, ma una seria e leggera riflessione sul mondo. (Alessandro Mauri – teatroteatro.it) RISATE E COMMOZIONE, SPULCIANDO TRA LE OPERE DI BERTOLT BRECHT. Marangoni, con Piero Lenardon e Fabio Wolf Dibenedetto mettono quindi in scena, senza alcun timore reverenziale né per Brecht né tanto meno per Strehler, stralci di opere e poesie del maestro tedesco, canzoni di Kurt Weill […] riuscendo perfino a teatralizzare il famoso o famigerato metodo brechtiano. […] Ma se qualcuno, leggendo questa recensione, pensasse che lo spettacolo è un insieme barboso di enunciati teorici sbaglierebbe perché questa pièce è un perfetto meccanismo scenico capace di raccontare con poesia e ironia una storia: quella di un attore alcolizzato, una cantante di cabaret incinta e un pianista che girano l’Europa – come un tempo facevano gli attori della Commedia dell’Arte italiani – e là dove si fermano, con il loro carretto, ricreano la magia del teatro. […] Sapiente l’uso del carretto che raccoglie articoli disparati in grado di evocare l’atmosfera di Mahagonny e quella di Tempi Moderni, che si trasforma in teatro dei burattini e funge da scenografia. […] Uno spettacolo godibilissimo, in grado di divertire e far pensare, mai pedagogico ma molto intelligente. (Simona Maria Frigerio - persinsala.it) STASERA BRECHT AL COOPERATIVA E RINGHIERA Sono lì, da qualche parte in periferia. Ma per vivacità e proposte artistiche valgono i palcoscenici più impellicciati del centro. Belle realtà il Cooperativa e il Ringhiera, capaci col tempo di scoprire talenti e riempirci le sale. Come dimostra “Stasera Brecht”, dove un'improbabile collettivo teatral-socialista s'aggira per l'Europa diffondendo il verbo del drammaturgo tedesco. (Diego Vincenti - e-polis)

2 luglio 2014

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Forza Brecht!

di e con Piero Lenardon e Marta Maria Marangoni, musiche in scena a cura di Fabio Wolf Dibenedetto

collaborazione alla regia Nicola Cavallari

collaborazione alla drammaturgia Marco Di Stefano

scenografia Marta Marangoni

aiuto scenografia Giulia Revolo, Jonathan Nava

costumi Nadia Gozzini, Giulia Revolo

dipinto di scena Giovanna Maltese

foto di scena Anna Gregnanin

grafica Valentina Malcotti


Un pianista balcanico e due attori di giro scalcinati: che cosa c’azzeccano con l’opera del grande maestro Bertolt Brecht? Ma certo: hanno fondato il collettivo teatral-socialista “Forza Brecht!” col compito di diffondere le verità rivoluzionarie del teatro brechtiano, riassunte nel loro ultimo spettacolo: “Stasera Brecht!”.
Herr Professor è un celebre attore emarginato dal circuito teatrale, perché confusionario e dedito all’alcool, si ritiene l’unico depositario del vero significato del teatro di Brecht. Anja è l’unica che ci crede. Giovane donna incinta, cantante di cabaret e dattilografa socialista, lo incontra a Berlino Est e lo segue. Il pianista Boris si unisce a loro per sfuggire a un debito di gioco. Nasce così questo trio itinerante: girano per l’Europa cercando di guadagnarsi da vivere col teatro epico. Cercando. Lui beve, lei conta i soldi con affanno, il pianista sciopera. Attenti: li riconoscerete anche per via del loro carrettino alla Madre Courage, dove raccolgono gli attrezzi del mestiere e il sapere del maestro.
Lo spettacolo galoppa nell’immensa prateria dell’opera brechtiana accostando rivisitazioni improbabili dei grandi classici dello scrittore tedesco alle sue poesie didattiche, unendo disquisizioni sui nuovi compiti del teatro alla vendita di oggetti appartenuti al maestro, nonché sposando efficaci lezioni di recitazione epica alle canzoni di Kurt Weill. Il tutto con un assoluto effetto straniante.
Signori, dunque: “Stasera Brecht!”, un recital pratico e teorico al tempo stesso, nel quale anche il pubblico prenderà coscienza – brechtianamente parlando – che la comicità esiste ed è una verità sociale.

 

 

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